Il Barone

Il BaroneRomanzo biografico. Werner von der Schulenburg nasce in Germania nel 1881 da nobile famiglia tedesca. La sua formazione avrebbe dovuto essere di tipo militare ma ben presto, attratto dall’arte in genere e dalla letteratura in particolare, si ribella al sistema accettando però di servire la patria nel corpo diplomatico. Coltiva fin da giovanissimo un grande amore per l’Italia e a vent’anni circa riesce a visitarla per la prima volta. Viaggia molto in tutta Europa e nei paesi dell’est.

La prima guerra mondiale lo vede all’ambasciata tedesca di Berna in qualità di responsabile dell’ufficio stampa dove ha modo di imparare molto su tattiche militari e tecniche diplomatiche. Nel 1919 si trasferisce in Ticino ed è sostanzialmente un modo per avvicinarsi all’Italia senza lasciare del tutto la Germania; in quel periodo infatti, Locarno era una meta ambita per intellettuali tedeschi e il Monte Verità attirava alcune tra le menti più interessanti d’Europa.

Nel 1922 conosce Margherita Sarfatti e ne resta affascinato. Da quel momento i suoi rapporti con l’Italia si stringono e riesce a concretizzare il suo desiderio di creare un ponte culturale tra Italia e Germania attraverso la cura di una rivista mensile chiamata “Italien”, destinata a far conoscere ai tedeschi la cultura italiana.

La seconda guerra mondiale lo trova residente a Roma. Personaggio eclettico, notoriamente e dichiaratamente anti nazista, curioso interprete di uno scambio culturale tra due nazioni che sente entrambe sue patrie e che vorrebbe tener separate nell’evoluzione bellica. Muore nel 1958 in Ticino dopo aver realizzato la sua opera letteraria maggiore: “Il re di Corfù”.

Recensioni

Maria Rita Parsi

[…] Dobbiamo ricordare, infine, ancora e ancora, che l’opera di riscoperta di un così interessante esponente della cultura europea – oltre che tedesca -, che tanto amò l’Italia da divenirne quasi l’ambasciatore culturale in Germania, viene messa in atto dalla figlia Sibyl, che del padre ha un ricordo vago e fiabesco; un genitore con cui fu a contatto solo nella primissima infanzia e del quale, invece, “materializza” il ricordo trasformandolo in ricerca e in documenti e raccolta, in indagine di formidabile valenza.

[…] E chissà, poi, se si possono fare ipotesi riguardo a quell’ombra opalescente che si manifestava accanto a lui in certi momenti particolari, quasi che il Conte von der Schulenburg fosse un inconsapevole medium. Una cosa è certa: anch’essa fa parte del fascino di un personaggio che è merito di quest’opera aver riproposto al centro del dibattito culturale.

Mary

Poteva essere un saggio. E avrebbe raggiunto solo pochi eletti di alta levatura culturale. E’ diventato invece un romanzo in grado di appassionare chiunque ami la lettura, in particolare gli estimatori di romanzi storici.La lettura di questo romanzo è un continuo gioco tra cuore e mente, l’uno impegnato ad accalorarsi per le vicende oggettive e sentimentali del protagonista (Il Barone, uomo nobile nel sangue e nelle azioni, che risulta impossibile non ammirare), l’altra sempre attenta e pronta a stupirsi di fronte a personaggi imponenti (Hitler, Mussolini, Lenin, Rasputin, Gabriele D’Annunzio, Margherita Sarfatti, etc.) dei quali vengono svelati aspetti sconosciuti e talvolta inconsueti, attraverso spezzoni di vita ed annedoti narrati con grande efficacia.Di sottofondo il concetto sempre ben chiaro che ciò di cui si sta parlando è basato su reperti storici inconfutabili.Emozionante, affascinante, intrigante e sagacemente costruito, un libro da non perdere!